*Elisabetta della Trinità : un'esistenza teologica / Antonio Maria Sicari
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| pubblicazione | Milano : Jaca book, 2000 |
| descrizione | 279 p. ; 23 cm. |
| serie | Già e non ancora ; 362 |
«Hans Urs von Balthasar riteneva che la missione di Teresa di Lisieux e quella di Elisabetta di Digione si completassero a vicenda e che il messaggio di una non fosse 'intero' senza quello dell'altra. Scriveva: 'Esse si additano a vicenda; formano le due semisfere che, messe assieme, costituiscono il mondo spirituale del Carmelo nella sua globalità'.
Eppure von balthasar pensava che Elisabetta della Trinità fosse - dal punto di vista del messaggio oggettivo - 'più forte di Teresa' perchè in lei 'la contemplazione della fede si allarga(va) fino a raggiungere la piena dimensione biblica'. Spiegava: 'Teresa desidera. nella propria vita, trasformare la Scrittura e il dogma in carne e sangue suo... Elisabetta, al contrario, lascia che tutta la propria esistenza si dissolva nella verità del vangelo'. In questo senso, la 'piccola Teresa' è stata davvero una Maestra straordinariamente persuasiva, ed è giusto che il secolo si sia chiuso - chiudendo anche il secondo millennio - con la proclamazione del suo Dottorato. I secoli che verranno - così bisognosi di una 'nuova Evangelizzazione' - troveranno ancora in lei una guida dolce e sicura. Ma nel terzo millennio le porte della storia si stanno aprendo su un dramma ancora più sconvolgente e radicale, e la Chiesa già vive nuove tribolazioni e necessità', finora quasi sconosciute: il confronto con le altre grandi religioni si annuncia sempre più stringente e necessario, ma anche rischioso e imprevedibile.
Elisabetta è là che attende la Chiesa terrena a quel pericoloso crocevia nel quale si stanno per confrontare le diverse concezioni religiose dell'umanità, per proteggerla dal rischio più grave: per difenderla dalle suggestioni di chi - in nome di un malinteso dialogo e ancor più malintesi pluralismo - pretenderà di togliere al Dio cristiano il suo Volto trinitario, e penserà di mettere d'accordo tutti i credenti offrendo loro un nuovo, freddo e razionale monoteismo. Insomma la Chiesa dovrà resistere all'offerta della pace religiosa tra uomini, popoli e culture, ottenuta al prezzo di uno sbiadimento, più o meno grave, del volto cristiano di Dio. D'altronde la Chiesa non vuole nemmeno che le altre tradizioni religiose siano sbiadite perché un vero incontro può accadere soltanto per mezzo dei rispettivi approfondimenti. La difesa evidentemente non basterà. Elisabetta potrà anche offrire la positività di una esperienza di Dio così particolare (anzi unica) da essere - proprio in quanto tale - desiderabile per il cuore di ogni uomo».
(Dall'Introduzione dell'Autore)