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L'*ateismo di Nietzsche e il cristianesimo / Bernhard Welte ; postfazione di Giorgio Penzo

edizione   2. ed
pubblicazione   Brescia : Queriniana, 2005
descrizione   85 p. ; 20 cm
serie   Giornale di teologia ; 229
note   Trad. di Franco Stelzer.


«Dopo Nietzsche» (Röcken, 15 ottobre 1844 - Weimar, 15 agosto 1900) - scrive Welte nell'introduzione a questo saggio - «la nostra vita è stata diversa, e non possiamo più essere tali e quali saremmo, se lui non fosse esistito». Il suo annuncio della morte di Dio non è solo enunciazione di una tesi filosofica personale, ma - come hanno osservato Jaspers e Heidegger - il diagnostico di un'epoca, di cui Nietzsche è stato «il dolente testimone». Bernhard Welte entra in dialogo con l'idea centrale del discorso nietzscheano e vede l'ateismo di Nietzsche fondato su una volontà d'esistenza, che pronuncia un sì incondizionato alla vita, tale da escludere un Incondizionato divino, che limiti e coarti la volontà d'esistenza dell'uomo. Ma così Nietzsche, nell'interpretazione di Welte, radicalizza il problema della grazia, che sola può salvare l'uomo dalla sua finitezza. Un saggio, rapido e denso, che risale al 1958, ma che mantiene tutta la sua attualità culturale e teologica, per la conoscenza dei testi, per la metodica dialogica, per la dialettica dell'argomentazione, per l'urgenza del confronto, e che viene pubblicato per la prima volta in edizione italiana in occasione del 150° anniversario della nascita di Nietzsche.
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Giovanni Paolo II S.L. COLL. 8 GDT 004/229solo consultazionebibliografia
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